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Gli imballaggi in legno meglio di quelli in plastica anche nel settore alimentare


Buone notizie per gli amanti del legno: nuovi studi del Centro federale tedesco di ricerca biologica per l’agricoltura e la silvicoltura (Biologische Bundesanstalt für Land- und Forstwirtschaft, BBA) mettono in discussione i divieti posti sull’uso del legno nell’industria alimentare. Il BBA, infatti, ha esaminato il modo in cui vari tipi di legname domestico (pino, abete rosso, larice, acero, faggio, quercia e pioppo) interagiscono con i batteri. Applicando la stessa quantità di batteri ai legnami testati, il Centro ha quindi verificato che il numero di batteri vitali è progressivamente diminuito nel tempo a seconda del tipo di legname. Le ragioni delle proprietà antibatteriche del legno, secondo gli studiosi, risiedono fondamentalmente nella sua natura igroscopica (L’igroscopia è la capacità di una sostanza o di un materiale di assorbire le molecole d’acqua presenti nell’ambiente circostante). I risultati della ricerca sono stati quindi testati in pratica: l’Istituto tedesco di tecnologie alimentari ha monitorato una sperimentazione sul campo che ha coinvolto 14 aziende del settore della carne e dei prodotti lattiero-caseari e aziende che lavorano verdure e producono prodotti da forno. Queste aziende utilizzavano pallet di legno standard, 500 pallet di legno igienici speciali e pallet di plastica. I cosiddetti pallet di legno igienici erano realizzati in legno di pino e avevano le loro proprietà igieniche esaltate da uno speciale processo di essiccazione. Sei mesi e 15.000 misurazioni in seguito, il risultato è stato raggiunto. Il numero medio di germi su pallet di legno standard di vari tipi di legname era inferiore di circa il 15% rispetto a quello su pallet di plastica.