Secondo i dati raccolti dall’Associazione italiana energie agroforestali, il comparto della filiera legno-energia vale, almeno nel nostro Paese, un giro di affari di circa 4 miliardi di euro e occupa 72mila addetti ripartiti su circa 14mila aziende. Un comparto non grande crescita anche per il fatto che ha saputo rinnovarsi in modo green, basti pensare che in meno di un decennio le emissioni di una stufa a legna si sono ridotte di tre quarti e che vede l’Italia primeggiare in Europa, dove controlla il 70% del mercato. A sottolineare i passi avanti fatti dal settore, durante l’inaugurazione della fiera “Progetto Fuoco”, è stato il governatore del Veneto Luca Zaia, che ha commentato: “Una stufa in ogni casa può essere una valida alternativa per pagare e inquinare di meno, servirà però in questo senso una revisione delle priorità di investimenti del Pnrr”. Si tratta comunque di una sfida tecnologica: nel nostro Paese sono 8,3 milioni i sistemi di riscaldamento a biomasse, in calo del 10% sul 2014 a causa della dismissione di apparecchi obsoleti (il 66% delle stufe installate oggi ha più di dieci anni di età). Incentivare il turnover (come ad esempio l’iniziativa di Regione Lombardia) farebbe bene a tutti, produttori, consumatori e ambiente.