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PIANTE SANE E NIENTE GHIACCIO CON IL PELLET


E così il freddo è arrivato e le stufe a pellet sono tornate a lavorare a tutto spiano, riscaldando le nostre case. Il risultato è che a forza di bruciare pellet ci ritroviamo a fine giornata con una piccola montagnosa di cenere che, se da un lato possiamo agevolmente smaltire secondo le indicazioni del Comune in cui risediamo, dall’altro possiamo riutilizzare.
Non sono in tanti a sapere, infatti, che il pellet ha mille e una vita e che, anche dopo essere stato bruciato, può venire di nuovo usato in diversi modi.
Se amate il giardinaggio, avete un giardino o anche un balcone in cui tenete le vostre piante potete usare la cenere come fertilizzante naturale. Attenzione però, la cenere, una volta raffreddata, è perfetta solo se non avete usato per accendere la stufa delle sostanze chimiche! 
Non solo: un modo alternativo per riutilizzare il pellet, dopo che ha assolto la sua funzione principale bruciando nella stufa, è quello della cosiddetta pacciamatura: si tratta di una tecnica ormai diffusa per proteggere il terreno intorno alle piante e ai fiori che vogliamo lasciar crescere indisturbati. Considerata la natura assolutamente ecologica del pellet, che deriva dalla segatura del legno ed è quindi un materiale organico, il risultato che si ottiene è un terreno che respira. Di più: trattandosi di legno essiccato, non si corre neppure il rischio che marcisca lascia respirare il terreno e, essendo legno essiccato, non marcisce.
Infine, per evitare rovinose scivolate, la cenere del camino o della stufa a pellet, mescolata ad un po’ di sale, può fare miracoli su superfici congelate e pericolosamente interessate da ghiaccio scivoloso.
E dato che il pellet è davvero un materiale dalle mille e una vita, la prossima settimana scopriremo come usarlo per creare un detergente naturale, ecologico e dal potere sbiancante straordinario.

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